ANDAMENTO DEI CONSUMI FAMIGLIE ITALIANE

Secondo il “Rapporto Annuale ISTAT 2016” migliora il clima di fiducia, ripartono i consumi e torna a migliorare il potere d’acquisto delle famiglie. In crescita la spesa per beni durevoli e in ripresa quella per servizi ricreativi e alberghieri. Si torna a spendere anche per benzina e indumenti. In declino il modello di consumo “parsimonioso”, anche al Sud. Più famiglie spendono per prodotti alimentari di qualità. Ipermercati e supermercati preferiti ad hard discount e mercati, tuttora fragile la crescita dell’inflazione per l’anno in corso. 

ANDAMENTO CONSUMI ULTIMI ANNI €/MESE (FAMIGLIA) - 2005/2015 

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Elaborazione dati ISTAT

La spesa degli italiani rispecchia lo scenario nazionale ed internazionale del momento e fa emergere sobrietà negli acquisti e attenzione al risparmio ma anche una maggiore attenzione agli aspetti salutistici. Nonostante la tendenza positiva del reddito fruibile e della  stabilità dei prezzi al consumo la spesa familiare rimane debole.  

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI CONSUMI DELLE FAMIGLIE 2015 

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Elaborazione dati fonti diverse: ISTAT - AC Nielsen - IRI (Information Resources Srl) - GS1 Italy


Per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza, si registra un lieve incremento del numero di famiglie in condizione di povertà relativa che mostrano maggiori difficoltà ad acquistare alimenti con migliore valore nutrizionale, rinunciando spesso ad alimenti base della dieta mediterranea. In contrapposizione, le famiglie con reddito alto sono alla continua ricerca di alimenti che garantiscono salubrità, valori etici e rispetto dell’ambiente.

COMPOSIZIONE % MACROAREE DEI CONSUMI DELLE FAMIGLIE 2015

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Elaborazione dati ISTAT - ISMEA

Una contrazione dei consumi, seppur lieve (-0.8%) si registra nel comparto delle bevande che hanno un peso sul totale del carrello alimentare dell’11%, in leggera controtendenza birre e spumante. I prodotti confezionati, provvisti di codice EAN, che da soli rappresentano quasi i due terzi sul carrello della spesa (61%), hanno segnato nel 2016 un lieve incremento con un recupero sui valori del 2015 del (+1,2%), crescono prima di tutto i derivati dei cereali, la frutta fresca confezionata e l’ittico surgelato. I prodotti freschi, venduti a “peso variabile”, senza Codice EAN, hanno segnato, al contrario,  una netta flessione della spesa del -5% su base annua, alla quale hanno contribuito i forti cali di carne (-6,4%) formaggi (-6,3%) e salumi (-11%). 

COMPOSIZIONE CONSUMI (VALORI 000.000) 

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Elaborazione dati ISTAT - ISMEA

Per la spesa destinata alla frutta si segnala un aumento del (+1,7%) rispetto al 2015, incrementi considerevoli per gli agrumi (+8,3%) e frutta in guscio (+7,6). In flessione la frutta trasformata (-0,2%) ed in particolare i succhi di frutta (-3,1%). La spesa per gli ortaggi nel 2016 si può considerare invariata (-0,3%), si evidenzia una lieve flessione per i legumi freschi (-1,9%) e un incremento degli acquisti di patate (+9,8%). Le flessioni maggiori nei consumi si registrano nel reparto carni, forse frutto anche delle ultime tendenze socio-culturali legate ad etica e salute: (-5,6%) carne, (-5,2%) salumi e (-18%) wurstel. 

COMPOSIZIONE PERCENTUALE CONSUMI ALIMENTARI 2015 

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Elaborazione dati ISTAT - ISMEA

In sofferenza anche il comparto latte e derivati: (-5,6%) latte fresco e UHT, (-3,4%) formaggi nel complesso, freschi (molli), semi duri e duri e (-1,3%) per il segmento dello yogurt. Per quanto riguarda la spesa per derivati dei cereali, segmento che rappresenta il 14% del totale spesa familiare per alimentari, dopo un leggero calo registrato nel 2015 (-0,5% in valore, su base annua), nel 2016 si percepisce una lieve ripresa (+0,1%). Infine, l’analisi del comparto delle bevande alcoliche e analcoliche, denota per il 2016 una lieve propensione flessiva (-0,6%) in seguito l’aumento considerevole del 2015 (+3,2% rispetto al 2014), (-3,8%) la spesa per le bevande analcoliche, mentre tiene quella per le acque minerali e la birra (+0,4%), nel segmento dei vini la spesa risulta più contenuta rispetto allo scorso anno, anche se risulta evidente un importante incremento per gli spumanti (+10%).

I consumi non alimentari (escluso mezzi di trasporto, carburante, tabacchi e grocery – igiene casa e persona) coprono il 15%  circa dei consumi complessivi e si presentano come l’aggregato che ha in maggior misura partecipato alle crescita dei consumi nel 2015 (+1,6%). 

COMPOSIZIONE CONSUMI NON ALIMENTARI 2015 

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Elaborazione dati fonti varie: ISTAT - AC Nielsen - IRI (Information Resources Srl) - GS1 Italy

In un quadro nell'insieme positivo, la tendenza più rilevante si è registrata nel comparto dei prodotti di automedicazione (+6,3%). A seguire, in termini di crescita, è il comparto dei giocattoli, si tratta, però, del segmento meno importante in termini di giro d’affari di conseguenza le cifre sono trascurabili, se si esaminano i consumi totali. Diversa la situazione del settore dell’elettronica di consumo (+5,0%), che dopo la diminuzione del 2014, nel 2015 è riuscito ad invertire la tendenza, perlomeno in termini di valori. In particolare il segmento trainante è quello della telefonia, sostenuta dalla diffusione degli smartphone. Altri comparti in crescita sono i mobili (+1,3%), i casalinghi (+0,8%) e il mondo del bricolage (+0,8%). Buona le vendite degli elettrodomestici bianchi e piccoli, grazie alla proroga degli incentivi statali per l’acquisto dei prodotti a basso consumo energetico.

Tra i compartimenti più performanti, legati ai consumi per la persona, ci sono i prodotti di ottica (+4,1%) e di profumeria (+3,6%). Dopo diversi anni di pesanti cali, anche l’edutainment (settore che uniscono formazione ed intrattenimento) ha registrato una ripresa  positiva (+4,1%). Gli unici comparti in controtendenza sono quelli del tessile, la cui caduta continua da diversi anni: abbigliamento e calzature (-2,4%) e tessile casa (-2,2%).